5 Maggio 2009

Appunti dal campo di Angelo **Mangiante: ´Roma-Chievo nella **storia per la contestazione´

 
Roma-Chievo rimarrà nella storia giallorossa per la contestazione della Curva Sud contro la società e i giocatori.
Il caos lasciato in eredità da una stagione negativa. La confusione che alla fine è prevalsa sugli spalti e in campo.
Ha fatto un certo effetto vedere in campo nel finale, tutti insieme, i quattro tenori della Roma: Totti, Baptista, Vucinic e Menez. Risultato zero gol. Non c’era un centravanti vero. Uno come Pazzini, Milito o Gilardino in grado di buttarla dentro con i movimenti dell’attaccante da area di rigore. Uno che si sarebbe esaltato a sfruttare gli assist e le invenzioni di Totti. 
Emerge invece che Menez sbadigli entrando in campo all’Olimpico, ma sia stato pagato più di Milito o Pazzini. Due gol per il francese quest’anno. Spesi dodici milioni per il cartellino, ogni rete è costata sei milioni.
I giocatori hanno vinto solo nell’autogestione del ritiro. Avevano garantito sul loro impegno. Eppure Vucinic è stato un semplice spettatore quando è entrato in campo nel secondo tempo. Venti minuti di anonimato. Sembrava svogliato. In campionato ha segnato appena nove reti. Venticinque giocatori hanno segnato più gol di Vucinic in serie A quest’anno, compreso Jeda e Corradi. Perché Vucinic per continuare a stare nella Roma vuole guadagnare due milioni e mezzo rispetto al milioni netto che prende adesso? Mistero. Invece pretende quella cifra perché la guadagna Baptista. Ma la differenza c’è: lui viene dal Lecce dove guadagnava 200 mila euro a stagione. E la Roma lo ha comunque pagato complessivamente 21 milioni di euro. Baptista viene dal Real Madrid e lì quell’ingaggio già lo percepiva perché per chi veste la maglia delle merengues è quasi il minimo sindacale. Ma allora non andava comprato Baptista o non bisogna ora ricoprire d’oro l’ingaggio di Vucinic? Probabilmente entrambe le cose.
Il Presidente Rosella Sensi non parla. I dirigenti della Roma neppure. La figura del Direttore Generale non esiste. Si esterna solo attraverso i comunicati.
Ci sono nove giocatori in scadenza 2010: Totti, Aquilani, Pizarro, Perrotta, Taddei, Tonetto, Cassetti, Artur, Montella. Per ora è tutto fermo.
Le trattative sul futuro societario bloccano tutto. In tribuna Monte Mario c’erano tifosi della Roma con la maglietta della Germania. Forse erano gli stessi che sventolavano la bandiera americana ai tempi di Soros.
Intanto di sicuro con l’autofinanziamento Quagliarella è già volato via. L’esclusione dalla champions porta a un ridimensionamento tecnico. Se prima bastava cedere un giocatore a stagione, prima Chivu e poi Mancini, ora le cessioni illustri diventeranno almeno due.
L’immobilismo sta facendo precipitare tutto. Le altre squadre sono già avanti con le trattative di mercato. Floccari, il centravanti di scorta per la Roma se si fosse giocata l’Europa League, è già perso. Una questione a due tra Genoa e Napoli che si sono già mosse in questi mesi.
Al massimo ci si muove sui parametri zero della serie B, come Guberti. Quest’anno la Roma è stata superata in classifica da Fiorentina e Genoa. Il rischio è che il prossimo anno mettano la freccia del sorpasso anche Palermo, Udinese e Napoli.
Nella confusione societaria prende quota l’idea di scaricare su Spalletti le colpe della stagione. Nel post di Roma-Chievo, Galliani in diretta Tv ha difeso l’allenatore della Roma con una forza e una chiarezza che non si è vista ultimamente nei dirigenti della Roma.
Spalletti ha le sue colpe quest’anno, ma ha dimostrato di saper incantare con il gioco in Italia e in Europa. Qualsiasi altra soluzione sarà un’involuzione tecnica. Una Rivoluzione all’indietro. Se Juve e Milan cercano Spalletti un motivo ci sarà. 
Ci pensi bene questa proprietà prima di far fuggire l’ultimo allenatore scelto da Franco Sensi. Anche il prossimo anno Montella percepirà uno stipendio netto di 2,5 milioni di euro netti. Non può essere diventato improvvisamente così difficile continuare a pagare i due milioni di stipendio a Spalletti. Anche se nel caos emerge persino questo paradosso.
Angelo Mangiante

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