29 Settembre 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: ROMA-ATALANTA

La maniera per preparare in campo la partita contro il Bordeaux, Spalletti l’ha cominciata martellando i nuovi acquisti Riise e Menez per tutta la durata di Roma-Atalanta.

Riise pensava, evidentemente, che il lancione lungo che per anni ha esibito ad Anfield per innescare la testa di Crouch, potesse andar bene anche all’Olimpico. Non sapeva le necessità della Roma. Con un po’ di ritardo sta cominciando a capire. A forza di sentire le sfuriate di Spalletti, ogni volta che cerca con i lanci lunghi a palla alta Vucinic. Trovando sistematicamente la testa del difensore avversario.

Spalletti vuole da Riise quella disciplina tattica che non è certo la priorità del calcio inglese dove i muscoli e la forza fisica spadroneggiano. E ora deve cambiare un modo di giocare più istintivo, interpretato per anni a Liverpool.

Dopo il flop di Genova e la grave disattenzione su Sculli nel primo gol, l’allenatore ha chiesto al norvegese contro l’Atalanta molta più dedizione alla difesa e meno veemenza negli sganciamenti che finivano sistematicamente con la perdita del pallone e ripartenze degli avversari.

Qualcosa di buono si è visto, ma la controprova sarà a Bordeaux dove conterà di più la fase difensiva.

Diverso invece il lavoro che dalla panchina Spalletti sta facendo nei confronti di  Menez. Gli dice di metterci la grinta nei contrasti, di non essere pauroso nel tackle.

Il francese ha un piede da otto e una fisicità però ancora insufficiente quando deve coprire anche sull’avversario. Su quella fascia dovrà fronteggiare le ripartenze di gente tosta come Maicon o Zambrotta.

Spalletti ha iniziato a fargli capire quale atteggiamento dovrà tenere, sacrificandosi di più. In Francia, nel Monaco, era un compito che non gli veniva richiesto. In Italia,  basterebbe che Menez rubasse un po’ di mestiere nei contrasti da De Rossi, ma gli sarebbe anche sufficiente vedere sull’altra fascia come Taddei rincorre gli avversari.

Fisico che possiede Julio Baptista, ma che finora a Roma si è visto solo sulle foto. Per non passare troppo in fretta dal soprannome di “Bestia” a “Cucciolo” è arrivato il momento anche per lui di tornare in campo. Senza Totti, che realizza i gol e gli assist di tre giocatori messi insieme, ora serve il contributo anche del giocatore più celebrato del mercato giallorosso.

Solo rivendendolo in campo, Spalletti potrà iniziare anche con Baptista il cammino già intrapreso con Menez e Riise. E per sapere quanto si migliora con la cura di Certaldo chiedere informazioni a chi una volta veniva fischiato all’Olimpico, come Mexes e Perrotta.
 
Angelo Mangiante (Sky Sport)

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