8 Marzo 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Real Madrid-Roma

 
Il salto di qualità della Roma può essere sintetizzato dal pre e post impresa contro il Real.
 
Gli occhi della tigre sono quelli che ho visto dal campo al Bernabeu pochi minuti prima della partita perfetta. E invece gli occhi di chi era strafelice ma non aveva ancora finito il lavoro quelli che hanno illuminato i giocatori al ritorno a Trigoria.
La vittoria ha un nome e cognome: Luciano Spalletti. Calmo e  lucido nello spiegare a pochi minuti dal match le motivazioni che lo avevano portato a scegliere due giocatori chiave per la vittoria come Aquilani e Cicinho, preferendoli ai meno dinamici Pizarro e Panucci.
Energico e puntuale nel cambiare in corsa la partita attingendo da un ricambio di qualità come Vucinic.
Il montenegrino ha mostrato quale è il suo vero ruolo: quello di vice Mancini. Non può giocare come vice Perrotta perché quello è il ruolo che serve a Spalletti per avere un centrocampista in più quando sono gli avversari in fase di possesso: non a caso il 7-1 dell’Old Trafford arrivò con il buco che provocò l’utilizzo da trequartista dell’ex leccese vista allora l’assenza di Perrotta e Taddei. Né Vucinic può giocare al posto di Totti perché la prima punta della Roma deve far girare i compagni intorno e non verticalizzare da solo allungando la squadra. Come alternativa di Mancini, con il brasiliano che è fantastico ma non può giocare 50 partite di fila, la Roma ha un 13esimo giocatore utile alla causa.
La panchina non a caso è stata la svolta a Madrid, con Panucci e Pizarro entrati nel finale. Con il lusso di un grande giocatore come Giuly, uno che la champions l’ha vinta a fianco di Ronaldinho, che è rimasto addirittura in tuta in panchina.
Ecco perché con questa rosa la Roma può e deve arrivare fino in fondo in campionato e champions. Dopo la partita i giocatori della Roma erano molto divisi su chi sarebbe preferibile incontrare. La maggioranza vuole Schalke 04 o Fenerbache, le due meno nobili sul piano della rosa. Di sicuro la Roma farà bene ad evitare le inglesi. Squadre fisiche come Chelsea e Manchester darebbero più fastidio di tutte per le caratteristiche della Roma.
Il 14 vedremo se l’urna di Nyon darà una piccola mano ad una grande Roma. Se poi dovesse arrivare il Barcellona, sarebbe contento Vito Scala: per lui senza Messi ad Aprile la Spagna porterebbe ancora fortuna alla Roma.
A proposito di fortuna. Avere migliaia di ragazzi che aspettano alle 5 del mattino la squadra che torna da Madrid ha già fatto vincere la Champions ai tifosi della Roma. Quando il Milan è tornato con la Coppa Intercontinentale da Tokyo a Malpensa c’erano 10 tifosi. 10  come il voto che meritano squadra e tifosi per una notte indimenticabile, destinata ad essere replicata nella prossima tappa di champions.
Angelo Mangiante-Sky Sport

 

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