1 Giugno 2009

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: ´La Juve vuole Spalletti, ma non i suoi collaboratori´

 
Difficile essere ottimisti tra accerchiamenti bancari e crisi mistiche sulla panchina. Il pressing della Juve su Spalletti è pari a quello di Unicredit su Rosella Sensi. Il nodo è sullo staff. La Juve vuole Spalletti, ma non i suoi collaboratori: il preparatore atletico Bertelli, i vice Dominichini e Andreazzoli, il preparatore dei portieri Bonaiuti, l’osservatore Daniele Baldini. Stipendi che la Juve vorrebbe risparmiare. Ma senza il suo gruppo, Spalletti non si muove. In attesa del colloquio che avrà con Rosella Sensi. Una cosa è certa. Fino a che qualcuno non vedrà Spalletti con la sua mountain bike a Riscone di Brunico, tutto può accadere. Spalletti vuole lottare per vincere lo scudetto. Per farlo, alla Roma mancano due esterni, mai arrivati nello scorso mercato, un portiere e un centravanti di scorta. Servono quattro giocatori.
 
IL PUNTO SUL MERCATO – Impossibile però muoversi senza chiarezza. Quanto è il budget il mercato? Sarebbe lecito che lo sapessero i tifosi, ma soprattutto i dirigenti che devono pianificare le operazioni. L’Inter ha già acquistato Milito e Thiago Motta, la Juve Diego, perfino il Napoli ha battuto tutti sul tempo per Quagliarella. La Roma non è riuscita a prendere neppure Floccari.  Non solo. Sono otto i giocatori in scadenza 2010: Totti, Perrotta, Taddei, Tonetto, Artur, Montella, Pizarro, Cassetti. Andranno sicuramente via a fine contratto Tonetto, Montella e Artur. Rischiano di andare via a parametro zero Taddei, Pizarro e  Cassetti. Il rinnovo di Totti si farà, ma non è un contratto leggero. Devono uscire dalle casse della società quaranta milioni lordi per allungare il contratto del capitano per altri quattro anni. Il sacrificato sarà Perrotta. Piace a Prandelli che lo vorrebbe a Firenze, ma raggiungerà l’altro campione del mondo, Luca Toni, in Germania. Lo aspetta il Bayern di Monaco, che propone un ingaggio superiore al giocatore rispetto al Wolfburg. Menez è nel mirino del Lione. La Juve è pronta a inserirsi su Motta. La Roma per riscattarlo dall’Udinese deve tirare fuori complessivamente sette milioni di euro.
 
L’OTTIMISMO DI JUAN – Il gap con le prime tre della classifica rischia di aumentare ogni anno. Le altre, Fiorentina, Genoa, Napoli, Palermo e Udinese, renderanno dura la possibilità di rientrare in Champions la prossima stagione. Difficile comunque fare peggio di quest’anno. Un campionato che si chiude con 11 sconfitte e 61 reti subite. Un sesto posto che riassume una stagione di basso profilo. Qualche voce fuori dal realismo esiste ancora. Juan sembra vivere su un’isola felice. “Il prossimo anno torneremo a lottare per lo scudetto” garantisce il brasiliano. “Tutta la sfortuna si è concentrata per crearci un mare di infortuni, senza di quelli avremmo ripetuto il campionato della scorsa stagione”. Juan è stato uno dei più bersagliati dai problemi muscolari e  ha seguito l’ultima partita della stagione dalla panchina, vestito in abiti casual. Osservando altri due giocatori costretti ad uscire per infortunio: Perrotta, contrattura muscolare, Menez, dolori alla schiena. Una maledizione.
 
I TIFOSI – Prima dei titoli di coda, il premio Oscar andrebbe assegnato alla tifoseria della Roma. Ricordiamoci gli striscioni contro Maldini a San Siro o le contestazioni contro la Juve di Ranieri. Quando cala il sipario sugli ultimi 90’, i giocatori raccolgono addirittura applausi sotto la Curva Sud. Gi striscioni ironici e di protesta contro la società lasciano spazio all’ultimo abbraccio. Come se si volesse esorcizzare la peggiore stagione degli ultimi quattro anni. Quella che nessuno vuole più rivivere.
Angelo Mangiante
SkySport

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