21 Febbraio 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante in vista di Real-Roma

 
Che partita sarà a Madrid? Cosa cambierà al Bernabeu? Che clima ambientale troverà la Roma nel gara di ritorno che vale una stagione? Sono tanti gli interrogativi. Ci accompagneranno fino alla notte del 5 marzo.
La frase che dovrà essere tenuta presente da tutti  giocatori della Roma è quella che con profonda saggezza ha anticipato De Rossi ” Attenzione perché anche contro il Manchester all’andata avevamo vinto 2-1″.  Per evitare pericolosi remake meglio tenere alta la tensione.
Ho avuto nei giorni scorsi la possibilità di seguire da Madrid gli allenamenti del Real. Alla Ciudad Deportiva sono certi di recuperare contro la Roma Robinho e Pepe, due titolari fondamentali. Torna a disposizione anche Saviola. Nell’ambiente delle merengues c’è la consapevolezza che il Bernabeu sarà il loro portafortuna. In casa non perdono, tra champions e campionato, da un anno. Uno stadio imponente, nel quartiere Chamartin, che mette i brividi solo a vederlo. Figuriamoci con il tutto esaurito e un tifo tra i più passionali al mondo.
In 6.000 seguiranno la Roma a Madrid. Un consiglio: quello di visitare, al’interno del Bernabeu, il Museo del Real . E’ il più affascinante al mondo. Il biglietto costa 15 euro. All’interno c’è la storia del Club. La stanza dei trofei è imponente: un’esposizione che lascia senza fiato tra Coppe di ogni tipo e i Palloni d’Oro dei vari Ronaldo, Zidane, Figo e Cannavaro.  Inoltre si può passare attraverso gli spogliatoi delle squadre e continuare la visita fino al terreno di gioco. E se non siete ancora soddisfatti potete sedere sulle panchine a bordocampo per provare l’ebbrezza di essere per una volta l’allenatore del Real Madrid.
Al termine del Tour l’ultimo pit-stop è nel mega negozio in cui si trova tutto il merchandise sul Real. Ci si arriva talmente carichi di adrenalina che si esce dallo shop con le buste piene di magliette di Raul o Van Nisterooy, palloni e cappellini vari del Real Madrid.
La forza del Real è proprio questa. Conservare il fascino della propria storia. Fatta, tra i tanti trofei, di 30 titoli nazionali e 9 coppe campioni. C’è profondo rispetto per i campioni del passato. Ma sapendo anche coniugare un’ organizzazione che oggi è la più moderna nel panorama calcistico. Il Real ha fatturato nell’ultimo anno 351 milioni di euro. E’  il club più ricco al mondo, davanti a Manchester United e Barcellona. Un mercato che esporta la prestigiosa camiseta blanca in ogni paese.
 L’unico club ad avere una televisione che tramette in due lingue, spagnolo e inglese, per diffondere in tutto il mondo la propria immagine . Dibattiti e news solo sul Real Madrid. E nessun dubbio su chi vincerà nella sfida contro la Roma al Bernabeu.
Lo smisurato budget di mercato porterà inevitabilmete presto il Real a rituffarsi sul mercato, non solo su Kakà. All’Olimpico gli spagnoli sono rimasti folgorati ancora una volta dalle prestazioni di De Rossi e Mancini. Per un Club che nel’ultimo mercato ha speso 30 milioni per Pepe e 36 per Robben, un’offerta di 40 milioni sarebbe normale per uno dei due giocatori della Roma. Gli assegni che propone il Real sugli ingaggi sono firmati in bianco. Il tetto salariale è un termine che non esiste nel vocabolario di chi veste la camiseta blanca.
De Rossi però la sua scelta di vita l’ha già fatta. Sulla sua grandezza ha parlato chiaro ancora una volta la prestazione all’Olimpico. “Era impossibile non farlo scendere in campo, malgrado la febbre. Ho dovuto acconsentire al desiderio del giocatore”, ha ricordato il Dott Brozzi.
I giocatori della Roma dovranno avere la febbre Real di De Rossi per uscire con la qualificazione in tasca dal Bernabeu. Quella sera sarà ancora il Capitan Futuro a suonare la carica. Ma prima ha fatto bene ad avvertire tutti. Un anno dopo l’Old Trafford, la maturità e la grandezza della Roma si misurerà nella sfida da brividi più importante dell’anno.  
 
Angelo Mangiante 

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