23 Dicembre 2009

Appunti dal campo di Angelo **Mangiante: con Ranieri risultati da squadra di vertice. Una Roma non spettacolare ma organizzata

L’ultima del 2009 chiude il cerchio alla gestione Ranieri. Otto vittorie e due pareggi nelle ultime dieci partite certificano un bilancio di risultati ormai da squadra di vertice. Finalmente si è ritrovata l’identità di gioco. Una Roma non spettacolare, ma organizzata.Il modulo 4-2-3-1, ereditato da Spalletti, è l’unico che questa squadra può interpretare. Quando Ranieri, all’inizio della sua avventura a Roma, ha provato a modificarlo con il suo più prevedibile 4-4-2, la squadra ha reagito male. Un assetto bocciato dallo stesso De Rossi, quando a Catania parlò chiaramente di un gioco né carne né pesce. Ora c’è stabilità. La difesa non prende gol da quattro partite. Il modulo è quello. C’è chiarezza. Cambiano di volta in volta solo gli interpreti.Contro il Parma, Ranieri non si è fidato di Menez. Era il più fresco, non avendo giocato contro la Samp e a Sofia perché squalificato. Ha preferito però l’equilibrio di Taddei a destra. Menez è rimasto a guardare, anche quando si è fatto male Totti e sono stati inseriti prima Okaka e poi Julio Baptista.L’asse Ranieri-Montali è il regalo più bello che la Juventus potesse fare alla Roma. A Torino Ranieri veniva guardato con diffidenza anche quando vinceva il girone di champions. Montali non è stato confermato dopo due anni. Nella capitale sono arrivati motivati. Volevano prendersi delle rivincite. Si sono ritrovati a Roma nel momenti giusto. Ranieri ha totalizzato quattro punti in più rispetto Ferrara. Con la differenza che la Juve ha investito 50 milioni sul mercato.DIFESA – Julio Sergio per una volta non ha esibito i suoi miracoli natalizi. Il Parma non ha mai tirato in porta. Il suo ruolo di titolare inamovibile della Roma ormai lo già ha conquistato sul campo e non deve dimostrare più nulla.Cassetti è tornato a essere il laterale che era arrivato in nazionale. Duro in difesa e lucido nel rilancio. Il derby ha fatto riscoprire un giocatore che sembrava al capolinea della sua avventura a Roma. E’ in scadenza di contratto e come Perrotta, suo coetaneo, merita un altro anno.Riiise meriterebbe un voto alto solo per giocare in maniche corte a temperature sottozero. Sta imparando il romano, come ha fatto Mexes. Se continua così, per Molinaro o Dossena si può aspettare a giugno.Burdisso comanda la difesa come se giocasse a Roma da dieci anni. Nella giornata in cui si celebra Panucci, ci si dimentica di lui. Difende con cattiveria e segna. Il Grinta una volta era Panucci. Oggi è Burdisso.Juan, quando sta bene, è sublime. Gioca con i guanti bianchi e lo smoking. Sembra una mezzala spostata in difesa. Andrebbe conservato facendolo dormire in una camera iperbarica.CENTROCAMPO – Pizarro sembra uscito dalla play station. Con quei passetti corti e velocissimi fa impazzire i centrocampisti avversari. E’ il giocatore che manda più volte con il sedere per terra gli avversari. Ipnotizzati dalle sue finte e dai suoi dribbling.De Rossi va in campo con il pilota automatico. Vince tutti i duelli fisici e rilancia con autorità. Una personalità fortissima. Il primo tifoso della Roma è il primo della classe. Sempre.Brighi ha conquistato Ranieri. Gli riconosce dedizione e versatilità tattica. Può essere il vice Perrotta come incursore. Può essere il vice De Rossi o il vice Pizarro davanti alla difesa. E’ la prima riserva sempre pronta. La fortuna di ogni allenatore.Taddei è tornato su buoni livelli. Equilibrio e intelligenza tattica come pochi. Ha  29 anni. La Fiorentina fiuta l’affare a parametro zero. Corvino e Prandelli lo vogliono. Dipende tutto da Ranieri. Se chiede alla società di non perderlo a parametro zero, l’avventura a Roma si può riaprire.ATTACCO – Vucinic segna poco, finora solo tre gol in campionato, ma dà sempre la sensazione di poter scatenare l’inferno. Ranieri gli chiede di buttarsi di più sul primo palo, di anticipare l’avversario. Lo vorrebbe più versione Trezeguet. Non lo sarà mai. Ma con Ranieri può crescere ancora.Totti colpisce il palo e per una volta non vince la partita da solo. Ma il regalo più bello arriva da Villa Stuart. E’ solo un trauma contusivo. Meno male, pensando ai quaranta giorni di stop rimediati a Catania nell’ultima partita del 2008.Okaka quando entra al posto del capitano sembra morso da una tarantola. Prende tutti a sportellate e si lancia in sprint da Asafa Powell. Chiede troppo però al fisico. I flessori della coscia destra cedono dopo pochi minuti. Peccato.Julio Baptista è uscito dal letargo. Pochi minuti che lasciano il segno. La qualità la mette su un tiro da fuori che fa scatenare gli applausi di tutto lo stadio. Si carica e mette il furore agonistico per dribblare di forza quasi tutta la difesa del Parma. Ranieri non perde occasione per elogiarlo. Se continua così, sarà il migliore acquisto del girone di ritorno.
Angelo Mangiante
Sky Sport

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