19 Maggio 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Catania-Roma

 
 
Il fatto che il procuratore della Figc, Stefano Palazzi, abbia disposto l’apertura di un fascicolo sugli episodi di violenza verificatisi in occasione di Catania-Roma, era il minimo che potesse avvenire.

Pensavamo di dover parlare a Catania solo di  calcio. Ci siamo trovati a commentare i vetri fracassati del pullman della Roma. Ma non solo. Anche di un’aggressione vigliacca a giornalisti che prima di essere colleghi sono degli amici. E poi provocazioni da parte di chi a pochi metri dal terreno di gioco non dovrebbe mai stare.
In campo dopo pochi minuti si è capito subito che aria tirasse.
Baiocco sembrava morso da una tarantola. Prendeva a sportellate chiunque capitasse dalle sue parti. “ Non cadete nella sua provocazione” il consiglio dalla panchina della Roma “ lasciate che insulti, non mettetevi sul suo stesso piano”. Malgrado ciò, nel tunnel tra il primo e secondo tempo ha cercato di aggredire Max Tonetto che è probabilmente il giocatore più corretto del campionato.
Spalletti ha cercato di calmare gli animi e svegliare l’unico che non si è mai calato in quel clima: Mancini. “ Mancio vai a cercare lo spazio, non rimanere ad aspettare la palla addosso. Fatti sentire, mettici un po’ di fisico”.
Quel fisico che ci ha messo Doni. Stoico. Il ginocchio lo ha tormentato, ma non è voluto uscire. Ha voluto continuare con alcune parate miracolose, prima del gol finale.
Indimenticabile la grinta infinita che nei caldissimi 90 minuti hanno messo De Rossi, Mexes, Panucci e  Cassetti. Gli occhi carichi di aspettative di Perrotta, Aquilani, Pizarro e  Tonetto.  Lo slalom verso il paradiso di Vucinic.
Dal quel gol capolavoro di Vucinic a quello di Ibraimovich per più di un’ora la Roma e’ stata campione d’Italia. Dopo il 2-0 dell’Inter  a Parma i giocatori hanno staccato la spina.
I tifosi del Catania invece di ringraziare hanno salutato il pullman della Roma con la stessa cordialità di quando era arrivato allo stadio con il vetro rotto e i giocatori spaventati.
Gli ultimi 90 minuti di campionato sono stati quelli del verdetto scudetto. Il tempo farà ricordare solo l’albo d’oro. Ma chi si è trovato in quella bolgia non potrà dimenticare quello che è successo. Pensavamo di essere lì per raccontare una partita. Siamo tornati con degli amici che erano stati picchiati solo perché avevano una tessera dell’Ordine dei giornalisti. Un capitolo che si ripete. Una giornata troppo amara  per sorridere.
 
Angelo Mangiante (Sky)

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