21 Settembre 2009

Appunti dal campo di **Angelo Mangiante: ´Anche **i sassi sapevano che Totti **avrebbe risposto segnando´

 
Pochi minuti dopo le 20, Claudio Ranieri scende in campo insieme alla squadra per la rifinitura. Il suo esordio all’Olimpico, atteso da una vita, comincia con uno sguardo al pubblico. E’ vuota la curva Sud. E’ strapiena di ricordi la sua testa. Qualche goccia di pioggia e l’umidità di una serata inglese. Ne ha vissute tante a Londra, con il Chelsea. Ma stavolta è a casa sua. Via la giacca. Camicia bianca e cravatta. I giocatori si scaldano ad un metro da lui. Non dice nulla. Osserva. E’ concentrato. Vuole che lo siano anche i suoi giocatori. Li osserva. Cerca di fissare i loro sguardi. Fa sentire al gruppo che lui è lì. Per aiutarli. Per tirare fuori la Roma dai guai.
 
Al fischio d’inizio scatta in piedi ai limiti dell’area tecnica. Da quel punto non si muoverà mai per tutta la partita. Mai una volta seduto. Come se volesse far sentire la sua vicinanza fisica ai ragazzi. Prime indicazioni alla difesa. A Burdisso: “Nicolas guida tu il reparto. Cassetti e Riise li devi tenere più stretti. Devono essere più vicini a te e Juan quando sono gli altri ad avere il possesso palla”. Mexes in panchina ha gli occhi tristi. Quelli dell’argentino invece sono di una belva scatenata. Urla e si fa sentire anche quando c’è da alzare la linea difensiva e far scattare il fuorigioco. Ranieri vuole che sia lui a organizzare la difesa. Non Juan, che esegue alla perfezione, ma non ha la grinta e le caratteristiche per caricarsi i compagni sulle spalle. Poi le indicazioni al centrocampo. A Taddei: “Rodrigo stai dentro il campo. Mi servi a raddoppiare quando serve, non devi fare l’esterno fuori dal gioco”. E poi a Pizarro:” Pek scavalca il centrocampo quando vedi che c’è troppa densità in mezzo”. E Perrotta: “Simo buttati in mezzo quando abbiamo palla. E poi torna veloce, mi servi a centrocampo quando hanno palla loro”. Per l’attacco le indicazioni sono per Vucinic. “Devi girare intorno a Totti. Non dare mai punti di riferimento. Punta l’uomo”.
 
E per Totti? Nessuna indicazione in 90 minuti. Quello che doveva dirgli lo aveva già dichiarato pubblicamente il giorno prima. La storia dei sassi era il gioco delle parti. Anche i sassi sapevano che Totti avrebbe risposto segnando. Una frase solo per pungolarlo. Per scatenare la reazione. Quella che è arrivata. Di un gladiatore ritrovato.  Una squadra che ha risposto all’appello lanciato da Claudio Ranieri. Un signore di 58 anni che nell’aspetto e nella capigliatura ricorda un antico senatore di quelli che ti aspetti vestiti con tunica e sandali mentre arringa la folla nel Foro. Alla fine ha avuto ragione lui. Nell’esordio da antica Roma. Quello che torna a scaldare il cuore.
 
Angelo Mangiante
Sky Sport

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