”Tutti noi dobbiamo essere grati alla famiglia Sensi perche’ ci hanno rimesso sempre i quattrini loro”. “La Roma e’ nata nel ’27 e io avevo 8 anni. E gia’ da allora sono un suo tifoso”, ci tiene a sottolineare il senatore a vita avvicinato a palazzo Madama al termine della seduta dell’aula. “Sono stato vicino alla Roma quando ha vinto gli scudetti e quando e’ andata, una volta, in serie B. Anzi, le volevo ancora piu’ bene. Le voglio bene, ma sono sempre stato fuori della societa’. In quei tempi, poi, non c’erano le societa’ per azioni – fa notare Andreotti riferendosi al sistema economico-finanziario legato al mondo del calcio- I club non erano quotati in Borsa e a me, quando e’ venuto fuori questo, sembro’ una profanazione. Pero’, probabilmente in questi casi ci sono anche esigenze finanziarie delle societa’ che vanno guardate”. E lapidario, Andreotti conclude: ”Comunque alla famiglia Sensi tutti noi dobbiamo essere grati perche’ ci hanno rimesso sempre i quattrini loro”.

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