ANALISI TATTICA – Tre punti voluti, difesa che si conferma la migliore del campionato, la Roma prosegue la sua rincorsa alle prime dimostrando sempre più solidità e autorità nel disporre dell’avversario di turno anche attraverso il mantenimento del vantaggio minimo, e settima gara senza subire gol.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCODonadoni viene all’ Olimpico a giocarsela, con un 4-3-3 speculare alla Roma, con Pulgar in mediana, e Poli e Nagy a dare brio al centrocampo rossoblù, con Petkovic punta centrale e Di Francesco e Verdi a piede invertito che tagliano alle sue spalle. Il 4-3-3 è sempre il marchio di fabbrica per i giallorossi, cosi come il turn over che relega in campo nuovi protagonisti rispetto all’ 11 iniziale della gara col Crotone; se Florenzi rientra terzino destro, Peres trasloca sulla fascia opposta, mentre davanti Defrel e El Shaarawy giocano come consuetudine punte esterne di piede invertito. In mezzo Pellegrini e Strootman giocano secondo la posizione di riferimento al piede forte, mentre De Rossi ordina gli sviluppi di gioco godendo di particolari libertà da parte degli attaccanti del Bologna; ma sarà proprio la posizione e l’atteggiamento di quest’ultimo a proporre la prima significativa novità della serata.

ROMA CORTA, DE ROSSI GIOSTRA 15 METRI PIÙ AVANTI CONSENTENDO BARICENTRO E LINEA ALTA – La chiave della gara dipende molto da De Rossi (al quale il Bologna non presta attenzioni particolari in fase di palleggio, se non poche e sporadiche, ma comunque irrilevanti), che tiene una posizione più propositiva, e non solo difensiva, consentendo alla linea difensiva di stare alta, e alla squadra di non abbassare mai il baricentro, riuscendo a stare corta e pressare alta, conquistando un numero considerevole di transizioni; attraverso questo atteggiamento difensivo,conseguentemente di squadra, la Roma non concederà conclusioni pericolose ai felsinei, nell’arco dei 90 minuti.

PRIMO TEMPO DI AUTORITÀ, RITMI ALTI, SVILUPPI AGEVOLI – La Roma dispone da subito dell’avversario, con Pellegrini che legge bene gli spazi, se centrali o esterni, che gli libera Defrel, mentre uno Strootman-monstre in fase di contenimento (approssimativo invece nel possesso, che sviluppa solo in ampiezza), che va a pressare molto alto, consente un recupero palla immediato; la palla viaggia veloce sia in orizzontale che in verticale dietro le linee, anche se la squadra trova ampiezza principalmente a destra, perché a sinistra El Shaarawy va a giocare molto dentro al campo, mentre Strootman raramente pratica la profondità togliendo di fatto una linea di passaggio ai compagni; manca solo l’ultimo passaggio, o la decisione, la mira e cattiveria in certe conclusioni. Il Bologna prova il palleggio ma non riesce a fargli prendere quota, così si affida, col fatto che la Roma tiene la linea molto alta, a mettere palla lunga alle spalle del terzino (più dalla parte di Florenzi che da quella di Peres), e quando trova da distendersi in velocità crea qualche apprensione ai giallorossi; il primo tempo di Dzeko lo vede spesso troppo fuori dall’area, anziché occuparla quando gli esterni sono pronti per il cross; riguardo Defrel, si può dire che sia nel momento di adattamento al nuovo contesto,quello in cui inconsciamente pensi di trovarti dentro qualcosa più grande di te,cioè inconsciamente ti senti non proprio all’altezza, inadeguato, per cui tiri con poca cattiveria e precisione, fai il passaggio con poca decisione.

SECONDO TEMPO VEEMENTE, RITMI SERRATI, E GARA IN BILICO SOLO NEL PUNTEGGIO – Al rientro i giallorossi ripartono con buona velocità, alti, corti, perfetti, con De Rossi che va in maniera ancora più marcata fin sul primo palleggio di Pulgar; manca solo il gol della sicurezza, e che Dzeko cominci ad occupare di più area e ultimi 25 metri con costanza, perché la squadra guadagna sistematicamente il fondo campo e gli sviluppi di gioco centrali, e cominciano le mosse degli allenatori. Donadoni prova a ricacciare i giallorossi all’indietro, e con Falletti passa ad una sorta di 4-2-4 molto offensivo; con Perotti a destra (esce Defrel) Di Francesco cerca di sfruttare ripartenze e spazi sugli esterni, con le squadre che ora hanno spazi significativi per ripartire sugli esterni; ma il Bologna con 4 attaccanti (è molto sbilanciato) richiede l’ingresso di un difensore, e Moreno subentra a Peres (che esce anche malconcio). L’ultima carta per Donadoni sono Donsah, che porta le ultime geometrie, e Destro ad attaccare la linea difensiva alta dei giallorossi; Gerson rileva El Shaarawy e chiude da punta esterna compattando al centro, dove con Pellegrini si alterna nella catena di destra.

ATTEGGIAMENTO IMPORTANTE DELLA LINEA,CHE NEANCHE NEI MINUTI FINALI SI ABBASSA CONSENTENDO – Alla squadra di non farsi schiacciare e ai propri difensori di leggere le situazioni di palla coperta e scoperta, coraggiosamente fino alla fine, perché la squadra si muove sempre più come un blocco unico, dove il pressing alto toglie spazio e tempo agli avversari, consentendo appunto alla linea difensiva delle letture agevoli.

Maurizio Rafaiani

4 Commenti

  1. A mio parere, oltre alla posizione propositiva di DDR ho visto con piacere la posizione avanzata e propositiva di Fazio, che secondo me meglio di Gonalons può interpretare DDR, certo con un centrale di difesa forte per sostiuirlo. Che poi è uno dei due peccati gravi (dopo la vendita di Salah) del mercato di Moscio: non sostituire adeguatamente (meglio) Ruediger. Il comandante è davvero un gran giocatore!

  2. Invee di scrivere un kilometrico pistolotto, bastava scrivere due sole righe e domadarso come mai una squadra xche ha evidenti ambiziono di protagonismo riesca a vincere contro squadre modestissime come il Bologna con uno strminzito gol a zero. Possibile che nessuno pensi che per com’è fatto il calcio se il Bologna riesce a fare un tiro fortunoso al 93° e pareggiare saremmo tutti a piangere, vero?

    • Giov-17 solo una domanda te devi fa…perché ROSICO se la MIA squadra VINCE 1-0?PERCHÉ non è la mia squadra?perché devo portare avanti le mie tesi di Merda fino alla morte?UNA COSA A FAVORE DELLA ROMA LA DIRO MAI?NO…PERCHÉ SO UN PIGIAMATO MASCHERATO…TANAAAAAAA

  3. Abbiamo vinto giocando non in maniera decente perché quando si gioca in 10 con Ddr in campo si sente . Aggiungi Derek in condizione lesina ed il risultato è striminzito. Quando al posto dell’inutile barbetta giocano Pellegrini o Gonalons si gioca bene e di vince facile. Ma i giornalisti devono sempre inventarsi minchiate per difendere il lentone ed inutile scorretto piombo.

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