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ROMA BASAKSEHIR ANALISI TATTICA – Il ritorno alla fase a gironi in Europa League della Roma, dopo qualche anno, trova un piacevole riscontro sul campo, e per la seconda volta in 4 giorni i giallorossi calano il poker. Dopo un primo tempo soporifero e dai ritmi inadeguati per una gara da palcoscenico europeo, la maglia in versione blu (anche lei all’esordio) viene onorata con una ripresa scoppiettante. Più di un’individualità è risaltata nella divertente e gradevole serata, su tutte quella di Zaniolo: incontenibile e a tratti devastante. Buruk presenta all’Olimpico i suoi con un 4-3-3 arioso e intraprendente, datato nell’età media dei suoi interpreti, senza calcoli e spesso poco equilibrato nei momenti della gara. Nel consueto 4-2-3-1 della Roma è invece il turn-over che risalta. Rientrano Spinazzola e Jesus sulla linea difensiva, in mediana Diawara, all’esordio stagionale da titolare, affianca Cristante nel dettare i tempi di gioco mentre sulle corsie esterne Kluivert e Zaniolo ritrovano la titolarità legittimandola con una prestazione monstre, soprattutto l’azzurro.

PRIMO TEMPO SOPORIFERO – Agli albori del primo tempo, la gara prova ad infiammarsi grazie al tentato sprint iniziale dei turchi. Tuttavia risultano essere lunghi sul campo, non equilibrati e divisi in due tronconi nel momento in cui perdono palla. E’ un fuoco di paglia: la Roma nei primi minuti è brillante e riparte bene negli spazi. Buruk in fase di possesso fa spingere i suoi con il terzino dalla parte della palla, così come è molto interessante l’interscambio al quale il terzino, Junior Caicara, partecipa con la punta esterna e la mezzala. Tuttavia i primi minuti di gara non sono indicativi. Ben presto infatti, cala sul match un torpore al quale le squadre non decidono di sottrarsi, adeguandosi e finendo per annullarsi a vicenda, sia nelle percentuali di possesso palla che nella supremazia territoriale, che nell’indice di pericolosità non regala emozioni.

NOVITA’ STRATEGICHE – Se i 60 minuti perentori di domenica avevano scavato un divario netto, è la mezz’ora finale a indirizzare la gara verso i medesimi esiti. La novità di serata è rappresentata dalla rotazione dei terzini rispetto a domenica: l’ampiezza odierna,infatti,la danno Spinazzola a destra e Kluivert a sinistra. Kolarov invece agisce solo in appoggio quasi come un terzo centrale difensivo, consentendo un equilibrio adeguato e quanto mai opportuno. Spinazzola alto manda Zaniolo, quando non riparte dal basso negli spazi, a giocare molto dentro al campo, di raccordo con Pastore e dietro a Dzeko. Per larghi tratti la Roma disegna sul campo una sorta di 3-4-3, con i mediani spesso in verticale, uno viene a cucire, l’altro va a dare linea di passaggio verticale dentro al campo. Il Basaksehir ha un palleggio ordinato, e quando parte dal basso la Roma manda i 4 avanzati in uscita a turno sui 2 centrali e terzini. Così facendo Cristante e Diawara non sempre riescono ad andare a prendere il regista basso centrale Tekdemir, e se l’uscita riesce ai turchi, i giallorossi vanno fuori tempo. Tuttavia sono piccole criticità, perché in un primo tempo decisamente sottoritmo l’equilibrio regna sovrano. Le squadre si annullano, entrambe concedono solo il tiro dalla distanza, e può essere solo una situazione casuale a rompere l equilibrio sul tabellino marcatori: l’autorete di Caicara. I giallorossi non riescono a sollecitare Pastore e a trovarlo di più tra le linee, mentre la linea difensiva tende sempre a non scappare su palla scoperta, concedendo qualche profondità di troppo. 

CAMBIO DI MARCIA NELLA RIPRESA – Si riparte con gli stessi 22 e la Roma capisce che se riesce a trovare Pastore tra le linee può migliorare nella qualità, specie nell’ultimo passaggio. Nel secondo tempo entrambe le squadre alzano i ritmi,e si adoperano nel fare emergere la grande qualità di gioco nel palleggio. Tuttavia la qualità della Roma è troppo superiore,e quando Zaniolo comincia a strappare e regalare accelerazioni e cambi di ritmo, il palleggio trova la sua sublimazione. Insieme a Pastore consentono quei cambi di marcia definitivi. Le linee di passaggio di Cristante diventano sempre più marcate dentro al campo, Dzeko nobilita la sua posizione dando riferimento costante attorno al quale giocare gli appoggi finali, mentre Spinazzola e Kluivert con l’ampiezza fanno scivolare in ritardo gli esterni a fase difensiva degli uomini di Buruk. Al 63’ Pellegrini rileva Pastore e assesta il colpo definitivo agli avversari con le sue idee e qualità offensive. In 20 minuti i giallorossi dilagano consentendo al tecnico portoghese di attuare un azione conservativa con vista alla prossima gara di campionato. Rifiata Cristante, sostituito da Veretout, e Dzeko, al quale subentra Kalinic. Buruk mantiene il suo 4-3-3 lungo tutti i 90 minuti di gara, con 3 cambi omologhi, e si conclude anche col primo clean sheet stagionale,al quale sarà importante dare continuità di risultati sin da domenica a Bologna.

Maurizio Rafaiani

4 Commenti

    • Comunque secondo me non hanno giocato a 3 dietro. Semplicemente KOLAROV ha spinto pochissimo, ma credo più per una gestione fisica che per una scelta tattica. Fosse stato disponibile ZAPPACOSTA avrebbe giocato lui a destra e SPINAZZOLA a sinistra.

  1. Primo tempo disastroso. Pastore acquisto sbagliato e costoso, J. Jesus 12à uomo degli avversari, Facile VITTORIA contro una squadretta asiatica.

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