Buon compleanno Aldair: l’eroe dei due mondi che ha conquistato il cuore di Roma

Marco Guerriero
30/11/2023 - 15:59

Oggi l'ex giallorosso Aldair spegne 58 candeline. In occasione del suo compleanno, ripercorriamo le tappe più importanti alla Roma e non solo

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Buon compleanno Aldair: l’eroe dei due mondi che ha conquistato il cuore di Roma

Nella storia della Roma c’è sempre stata una forte componente sudamericana che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più memorabili. Il Brasile non manca a questo speciale appello: da Alisson al ‘divino’ Falcao, passando anche per Assunçao, Cafu e non solo. Quando si fa riferimento al tesoro verdeoro che ha impreziosito Trigoria in questi anni, però, non bisogna dimenticare un giocatore, l’ultimo capitano prima dell’era Totti: il nome completo è Aldair Nascimento do Santos, meglio conosciuto semplicemente come Aldair.

Oggi, 30 novembre, l’ex difensore spegne 58 candeline e, nonostante il tempo trascorso, le sue giocate rimangono indelebili nelle menti dei tifosi romanisti. Sesto giallorosso per numero di presenze con 430 partite, 20 gol e 9 assist, il nativo di Ilhéus si è legato in modo indissolubile alla Capitale. Vincente in patria e in Europa: l’eroe dei due mondi che ha conquistato il cuore della città eterna. Gli esordi con il Flamengo, l’anno di crescita al Benfica e infine il grande salto a Roma per la definitiva conferma.

Gli anni d’oro a Roma

Nel 1990 il presidente Dino Viola si assicura le prestazioni di Aldair pagando una cifra totale di 6 miliardi lire. La prima annata all’ombra del Colosseo (1990-1991) è già da incorniciare: vittoria in finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. È solo l’incipit di una favola che durerà tredici lunghe stagioni, durante le quali diventerà capitano e volto principale della Roma, almeno fino al 1998-1999, ovvero quando la fascia passerà al braccio di un sempre più emergente Francesco Totti.

La gioia più grande di ‘Pluto’, soprannominato così per la sua somiglianza con il famoso cane di Topolino, arriva qualche anno dopo il suo esordio in giallorosso. È il 17 giugno 2001 e in uno stadio Olimpico ribollente d’amore, la Roma batte 3-1 il Parma laureandosi campione d’Italia per la terza volta nella sua storia. A guidare il club non c’è più Dino Viola, bensì un’altra figura di riferimento come Franco Sensi. E lo stesso Aldair non è più quel ragazzino sbarcato dal Portogallo. Ormai ha 35 anni.

Poco importa, però. Quel giorno, il brasiliano lascia andare tutte le sue emozioni che teneva dentro da chissà quanto tempo. D’altronde, era stato uno dei primi a suonare la carica, come dichiarato in un ritiro precampionato in Austria. “Non ho sofferto più di tanto per lo scudetto della Lazio (arrivato la stagione prima, ndr). Ho pensato solo alle facce che faranno loro quando lo vincerò io, cioè quest’anno”.

La magica estate del 2001 si chiude in bellezza il 19 agosto grazie al successo in Supercoppa contro la Fiorentina. L’avventura a Trigoria è vicina agli sgoccioli e la stagione 2002-2003 rappresenta l’ultima con la maglia capitolina. Memorabile soprattutto la sera del 2 giugno con l’organizzazione del cosiddetto Aldair Day, un partita di calcio tra la Roma e il Brasile. L’ex difensore gioca un tempo da entrambe le parti prima di salutare il pubblico romanista. La società decide di ritirare inizialmente la maglia numero 6, salvo poi tornare sui propri passi in occasione dell’annata 2013-2014, quando la casacca torna a essere assegnata anche su spinta dello stesso Aldair.

Il Brasile e l’Italia nel destino

Oltre alla Roma, un capitolo altrettanto importante nella carriera di Aldair sono stati gli anni trascorsi nella Seleçao. E ancora una volta il suo destino si è incrociato con quello dell’Italia. Dopo l’esordio in nazionale maggiore nel 1989, Pluto viene convocato dal CT Carlos Alberto Gomes Parreira per il Mondiale USA ’94. Debutta il 20 giugno contro la Russia e, insieme al difensore Márcio Santos, diventa elemento centrale della rosa verdeoro, complici anche gli infortuni di Ricardo Gomes e Ricardo Rocha.

Nella cornice di Pasadena, il 17 luglio, la nazionale brasiliana sfida in finale proprio gli azzurri, trascinati da Roberto Baggio e guidati in panchina da Sacchi. Il match si risolve ai calci di rigore, con il ‘Divin Codino’ che sbaglia dal dischetto il tiro decisivo, regalando così al Brasile lo storico quarto mondiale. Una felicità incontenibile per Aldair, anche se non finisce qui. Un paio di anni dopo, infatti, conquista il bronzo olimpico ad Atlanta 1996, mentre nel 1997 vince la Coppa America da protagonista, segnando anche una rete.

Marco Guerriero

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