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AIC CALCAGNO – Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Queste le sue parole: “A nostro modo di vedere non ci sono le condizioni per garantire la sicurezza ai nostri associati e bisogna ridurre al minimo le nostre attività. Il messaggio che dobbiamo dare è quello di starcene in quarantena oppure no? Per noi oggi la funzione sociale è quella di mandare il messaggio, di far capire in che stato siamo. I calciatori non sciopereranno, ma la nostra richiesta è quella di sapere se è logico andare avanti. Ci devono garantire che possiamo fare spostamenti, rientrare o uscire dalle zone rosse. È ovvio che ho paura delle conseguenze di uno stop, ma devo prima di tutto garantire la salute ai miei associati”. Sulla bozza dello sciopero apparsa ieri ha detto: “La bozza è stata fatta perché molti giocatori non volevano giocare, credo fosse necessaria in realtà solo l’astensione. Lo sciopero non sarebbe comunque stata la strada migliore, bisognava attenersi ai decreti ministeriali. In Lombardia ci hanno chiesto giocatori come testimonial per dare un messaggio agli italiani di non uscire e poi li vediamo in TV che si baciano e abbracciano”.

3 Commenti

  1. La prova delle vostre bugie continue sarà quando non giocate in campionato ma andate avanti nelle coppe europee. Ora che il virus è spalmato bene sia in Spagna in Francia e in Germania. Chi mi stupisce di più sono quelli che sostengono questi calciatori che sono iper controllati ad ogni allenamento e hanno stanze personalizzate nei loro centri sportivi.
    La quarantena nel conto corrente la dovete avere ma ogni mese

  2. mi sembra un comportamento molto opportunista, anch’io vorrei che qualcuno mi garantisse la mia salute, starmene a casa in quarantena senza lavorare, ma continuando a ricevere lo stipendio. penso ai medici e infermieri al centro del rischio, forse anche a loro piacerebbe avere la salute garantita. dubito che lo otterranno, così come a me toccherà continuare a lavorare, rischio o no. chissà se anche il sindacato calciatori sarebbe dell’idea di continuare se a campionato bloccato le società smettessero di pagare gli stipendi…

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