3 DOMANDE A…ROBERTO RENGA – Nuovo appuntamento con la rubrica di Romanews.eu che raccoglierà gli interventi dei più prestigiosi addetti ai lavori in casa Roma sul tema della settimana. Con “3 domande a…” analizzeremo l’universo giallorosso attraverso le parole degli esperti in materia, per un appuntamento che si ripeterà due volte nel corso della settimana (in caso di turno infrasettimanale saranno possibili degli slittamenti e/o delle aggiunte). Oggi risponde alle nostre domande Roberto Renga, grande firma de Il Messaggero e opinionista di Radio Radio:

La Roma del primo tempo di ieri ha mostrato notevoli segnali di miglioramento sul piano del gioco. Quali restano i punti deboli della squadra?
” Mi faccio subito qualche nemico. Ieri abbiamo assistito ad una grande novità nella Roma, una specie di rivoluzione copernicana, e cioè il gioco in verticale, per un allenatore che voleva fare possesso palla e che poi nel corso della settimana, parlando con i giocatori, ha capito che si può anche verticalizzare. Verticalizzare non è reato, non è peccato.  E devo dire che ieri abbiamo visto una Roma almeno per un tempo molto molto bella. Però la vera novità è rappresentata dal gioco che è stato molto diverso. L’ideale sarebbe che la Roma facesse un po’ possesso di palla e un po’ verticalizzazione, in modo che Luis Enrique possa mediare tra Spagna e Italia. Questo è il completamento per quanto riguarda il gioco, poi ci sono altre cose da migliorare. Ad esempio in porta Lobont non mi è piaciuto, così come non mi era piaciuto nemmeno Stekelenburg. La fase difensiva di Josè Angel non vabene. E poi si sta mettendo da parte con troppa facilità Juan. Burdisso sta andando benissimo, Heinze pure, ma Juan è l’unico di classe internazionale, l’unico che può andare in anticipo rispetto a questi giocatori. E poi mi aspetto che Pjanic possa svolgere il suo ruolo che è quello di trequartista e Totti quello suo, notoriamente, di centravanti.”

Totti e De Rossi ieri hanno dimostrato ancora una volta di essere non solo i leader carismatici, ma il cuore pulsante della squadra. Sono stati i giocatori che ieri hanno toccato più palloni.  Anche il gioco ‘rivoluzionario’ di Luis Enrique ha bisogno delle giocate dei due capitani? Anche questa è  una Roma Totti e De Rossi-dipendente?
” Totti e De Rossi sono chiaramente i giocatori più bravi della Roma. Tu puoi comprare chi vuoi al mondo, però chiaramente Totti e De Rossi restano i più bravi. Quello di De Rossi, almeno per come l’ha interpretato ieri, sembra un ruolo nato per lui. Ma se fa solo lo stopper non vabene, perché i centrali difensivi sono abituati a giocare in coppia, non a tre, sono abituati alla difesa a quattro, non alla difesa a tre. Come l’ha interpretato ieri invece va bene perché ha giocato anche davanti. Totti è così bravo che può giocare anche in porta, in porta al posto di Lobont metterei Totti. Ho visto una foto sua da ragazzino che faceva un tuffo in orizzontale a un metro di altezza in spiaggia. Loro sono bravi comunque. Ad ogni modo il primo tempo di ieri la Roma ha giocato all’italiana, ha giocato in verticale, così come si trovano bene i giocatori italiani. Da Luis Enrique ha preso il fatto di tenere la palla nella metà campo avversaria. Ecco, lui deve insistere su una cosa che i giocatori non hanno ancora in testa, e cioè il pressing offensivo, perché ancora non sono abituati e poi lo stesso Totti fatica un po’ a farlo. I giocatori suoi per il pressing offensivo sarebbero due Borini, oppure tre. Infatti l’ha messo dentro proprio per fare pressing offensivo. Quando la Roma riuscirà a fare pressing, a tenere palla e anche a verticalizzare, sarà una grossa squadra di calcio. Ci siamo, non siamo a metà, siamo a tre quarti di strada. Luis Enrique ha dimostrato molta intelligenza tornando indietro, dando ai giocatori della Roma la possibilità esprimersi non nei loro ruoli, ma secondo la loro propensione che è quella italiana, di giocare il calcio in verticale. “

Una Roma come quella vista nel primo tempo di ieri può puntare da subito al ‘primo premio’? Può ambire già da quest’anno allo Scudetto?
“No, secondo me no. Ieri sera ho visto il primo tempo del Napoli e mi sembra che abbiano una intensità di gioco decisamente superiore. E poi per giocare come ha fatto la Roma nel primo tempo ci vuole un avversario, come l’Atalanta, che faccia la partita. L’Atalanta ha tenuto la palla per un minuto in più rispetto alla Roma, questa è una cosa molto singolare. Bisogna vedere come potrà muoversi la Roma quando si troverà di fronte dieci giocatori schierati dietro , allora in quel caso potrebbe far comodo il possesso palla. Però bisogna vedere in imprese più severe, perché all’Atalanta finora le erano andate bene le cose, era a dieci punti, ma resta l’Atalanta. Una squadra con molti giovani, che ha comunque dimostrato molto coraggio. Non so come si comporteranno le altre. Potrei dire che ieri nel primo tempo la Roma è stata più Real che Barca. Il livello del gioco del Barca è improponibile, semplicemente perché solo il Barca lo può giocare”.

Federico Antonio Petitto