3 DOMANDE A… FABRIZIO BOCCA – Nuovo appuntamento con la rubrica di Romanews.eu che raccoglie gli interventi dei più prestigiosi addetti ai lavori in casa Roma sul tema della settimana. Con “3 domande a…” analizzeremo l’universo giallorosso attraverso le parole degli esperti in materia, per un appuntamento che si ripeterà due volte nel corso della settimana (in caso di turno infrasettimanale saranno possibili degli slittamenti e/o delle aggiunte). Oggi risponde alle nostre domande Fabrizio Bocca, giornalista de La Repubblica, che commenta il derby Lazio-Roma.

Giusto il risultato del derby? La Lazio ha dimostrato di essere superiore alla Roma oppure è stata una vittoria decisa solo da episodi?

Penso che il risultato sia giusto perché, anche se determinato dalla superiorità numerica della Lazio, l’espulsione di Kjaer è stato l’episodio decisivo, anche più del rigore. Il rigore a termini di regolamento è corretto, anche se solo di un pelo: nel senso che in qualsiasi caso ci sarebbe stata polemica. La Roma alla fine ha pagato la superiorità numerica della Lazio, la squadra è andata in debito di ossigeno. Però sostanzialmente il risultato è stato giusto: c’è stato il palo di Cissè, la traversa di Klose… E’ chiaro che quando la Roma è rimasta in dieci la Lazio ha avuto l’occasione di vincere ed ha fatto bene ad approfittarne. Sinceramente sono contento per Reja, una persona che stimo molto, anche al di là del punto di vista tecnico. Lo stimo molto come persona perchè vive il calcio nella maniera giusta, cercando di evitare le polemiche. Mi piace anche Luis Enrique, un allenatore che sta cercando di fare qualcosa di diverso, anche se ieri sera ha esagerato un pò troppo nello schierare 9 uomini che non avevano mai disputato un derby. Sono un po’ mancati i giocatori di un certo peso, la Roma ha giocato bene all’inizio, poi però si è andata perdendo. Comunque, anche quando la squadra veniva criticata per l’eccessivo possesso palla, devo dire che a me piaceva quel modo di giocare. Secondo me ci ha rinunciato un pò troppo presto. Evidentemente sta cercando il giusto equilibrio ed è normale che faccia delle prove per trovarlo.

Quanto ha inciso Tagliavento, soprattutto nelle piccole decisioni. Lei ha avuto la sensazione che volesse pareggiare i conti con i derby precedenti?

Ho visto parecchi cartellini, anche se il rigore ci poteva stare. Secondo me l’arbitro non è arrivato alla sufficienza, ma neanche ha fatto malissimo. L’episodio del rigore mi ha ricordato molto, per la dinamica, quello di Catania-Inter, con il portiere in uscita sull’attaccante catanese. Quando lo vedi in tempo reale dici che è rigore, poi rivedendolo alla moviola ti lascia qualche dubbio. Non c’è nulla da scaricare sulle spalle di Tagliavento, la Roma non ha perso per colpa sua ma per l’inferiorità numerica.

Dopo il derby e alla luce del rendimento altalenante delle grandi, la Roma ha dimostrato di poter competere per i primi due posti?

Questo è un campionato che se continua così può succedere di tutto. Può vincere anche il Cagliari! Lo può vincere ancora l’Inter e lo può vincere anche la Roma, perché no? Secondo me, questo è un campionato in cui ne devono approfittare le piccole squadre: se non ne approfittano questa volta, non lo vincono più. Ora come ora non c’è nessuna squadra-ammazza campionato. Certo sarebbe bello vedere una piccola squadra vincere lo scudetto, come il Verona negli anni ’80 o la Sampdoria negli anni ’90. So che non succederà, perché lo scudetto lo vinceranno le solite, ma lo dico ora perché questa è la fotografia che il campionato ci mostra.

Daniele Gargiulo