|
La decisione spetta ai Sensi. «Se Soros vuole la Roma deve parlare con i Sensi e non con noi», fanno sapere dall’Unicredit. L’istituto bancario detentore del 49% di Italpetroli si chiama fuori dalla trattativa che potrebbe portare alla cessione della A.S. Roma. «Noi non siamo coinvolti in eventuali trattative per vendere gli asset di Italpetroli. Ovviamente la nostra strategia è di salvaguardare la posizione creditizia della Banca, tutelando l'interesse della stessa e dei propri azionisti», ha spiegato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, agli azionisti Pederzoli ed Angeletti che chiedevano delucidazioni, durante l’Assemblea dei soci tenutasi oggi. Unicredit aspetta che i Sensi risolvano con calma, senza nessuna pressione o “moral suasion”, la situazione legata ad un possibile passaggio di proprietà del pacchetto di maggioranza di A.S. Roma. Il gruppo di piazza Cordusio, però, ha l’esigenza di vedersi restituiti, dall’Italpetroli, 320 milioni di euro di debito. In realtà Profumo & Co. potrebbero pure esercitare un’opzione che farebbe diventare loro azionisti di maggioranza di Italpetroli. Ma il top manager non ha alcuna intenzione di alterare il rapporto con clienti importanti come i Sensi. E poi con la fine dell’era Geronzi, Unicredit ha voluto dare un taglio al passato, dicendo basta a partecipazioni nelle società. Profumo aspetta, quindi. Sapendo che Rosella Sensi, essendo «una persona estremamente razionale, che sa come comportarsi e come agire», farà di certo il «bene della Roma». Quindi (anche) di Unicredit. A questo punto, l’istituto finanziario attende il sospirato piano di risanamento del Gruppo Italpetroli. Una volta presane visione, deciderà se agire, o meno, nei confronti della famiglia Sensi. Tra le parti c’è fiducia, ma non sarà eterna. Non ci sarà un ultimatum da parte della Banca, sebbene la soluzione della vicenda non possa essere procrastinata per sempre. E la principale attrice di questo film, dov’è? Rosella Sensi non appare più in pubblico da diverso tempo, disertando alcuni impegni presi. Possibile che si stia accordando con Soros? Poco. Al limite, starebbe gettando le basi di un patto non scritto, solo sussurrato, con il magnate americano. Certo è che, a breve, la famiglia Sensi farà pervenire alla dirigenza della banca il programma di cure di Italpetroli. Unicredit, memore di un passato vicino nel quale la società certificatrice Pricewaterhouse approvò con riserva un piano di Italpetroli, spera che i Sensi non debbano avere alcun tipo di spinta, per rientrare dell’esposizione debitoria. Solo una volta avuta questa certezza, il destino della A.S. Roma sarà molto più chiaro.
Saccà - Sonnino
|