|
Ormai la vicenda-Roma è approdata anche sui tavoli dei bookmaker. Sono uscite, infatti, le quote sui pretendenti al "soglio" di Trigoria: la cordata romana-favorita- è data a 2, seguita dalla potenziale joint-venture araba a 2,50, mentre americani-cinesi e melting pot vario sono più staccati a 3,50. Gli allibratori difficilmente sbagliano. Quando si tratta di sport, infatti, il 90% delle volte vince la squadra che danno per favorita. Non amano, come tutti del resto, perdere soldi. Nel fare previsioni di massima su eventi sportivi, però, possono avvalersi di dati concreti quali: rendimento, stato di forma, classifiche e risultati. Ma siamo sicuri che sia in possesso di dati equipollenti quando si tratta di vicende finaziario-borsistiche, quale è quella che riguarda la Roma. In questo caso più che dati empirici, sono le sensazioni, rumours e confidenze di vario genere a farla da padrone. Il dato oggettivo, comunque, della vicenda è che, per il momento, di ufficiale non c'è stato nessun movimento o passo. Dal lontano Oriente - Singapore per l'esattezza - giungono echi lontani di carte del fondo Aabar sulle levigate scrivanie della banca Rothschild. Nome del file: AS Roma. Unicredit smentisce seccamente che ci sia una qualsivoglia trattativa in essere. Il sentito dire o riferito non è mai una prova inoppugnabile, è cosa certa, comunque, che Rothschild si sia mossa molto prima dell'investitura ufficiale quale advisor incaricato di procedere alla vendita della Roma. La banca d'affari avrà, sicuramente, già sondato il mercato dei potenziali acquirenti a livello nazionale e internazionale. La sensazione, corroborata da voci sempre più forti, è che "lo straniero venuto dal medio-oriente" sia la pista più calda. Perchè in possesso di una liquidità quasi "senza soluzione di continuità" e perchè ormai la Roma viene percepita come un enorme Business. I calcoli sono abbastanza facili da fare; 1) Un marchio come la Roma è praticamente conosciuto dall'artico all'antartico, quindi potenzialmente vendibile in ogni punto dell'Orbe. 2) La vicenda stadio: anche se ancora non ci sono i permessi e la legge per l'impiantistica sportiva giace "dormiente" nelle segrete stanze di Montecitorio, è quasi certo che la Roma avrà la possibilità di costruire la sua "Tana dei Lupi". Un affare colossale. 3) La squadra è tecnicamente ancora molto valida, tra le migliori in Italia e in Europa. Forse con un'età media un pò altina, ma con gli innesti giusti potrebbe aprire un lungo ciclo vincente. Con le ovvie e positive ripercussioni a livello di Maketing-Merchandising.
Si potrebbe continuare per ore nell'elencare le enormi potenzialità della Roma come affare, ma sarebbe una cosa futile e noiosa. Se i tifosi della Roma - come sembra - sperano nella venuta dei "Saraceni", devono fare il tifo affinchè anche nella terra della MezzaLuna si convincano che la Roma è un affare. Nel qual caso ci impiegherebbero molto poco - Aabar o Fondo Sovrano Saudita - a piantare il loro stendardo sui campi del Fulvio Bernardini. E le tempistiche, nel qual caso, per un loro arrivo a Roma sarebbero molto, ma molto brevi.
TOMMASO GREGORIO CAVALLARO
|