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Da un lato alcuni dei grandi protagonisti della «partita del secolo» contro la Germania nel Mondiale del '70, dall'altro la maglietta che l'Italia indosserà in occasione della prossima rassegna iridata in programma in Sudafrica. A fare da raccordo, la «Festa nazionale dell'etica nello sport», organizzata dal MECS (Movimento per l'etica e la cultura sportiva) di cui è presidente Gianni Rivera, che ha portato sui campi del Centro di Preparazione Olimpica dell'Acqua Acetosa di Roma oltre mille ragazzi provenienti dalle scuole secondarie di Lazio, Marche, Abruzzo e Campania. Campioni del calibro di Rivera, Boninsegna, De Sisti, Vieri, Mazzola, Zoff, Niccolai e Iuliano, in campo in quello storico 4-3 rifilato ai tedeschi, si sono riuniti presso l'Università Luiss per celebrare e ricordare quella memorabile partita che ancora oggi riesce a trasmettere grandi valori e profonde emozioni. Le stesse che la maglia azzurra tornerà a regalare dall'11 giugno in Sudafrica. E proprio la t-shirt concepita dalla Puma per il gruppo di Lippi in vista delle rassegna iridata ha riscosso l'apprezzamento dei protagonisti di Messico '70, che l'hanno ricevuta dalle mani del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. L'intenso azzurro d'altronde era piaciuto anche ai campioni di Berlino, meno invece le tute nere e rosse che dovranno indossare assieme allo staff tecnico nei momenti di relax in Sudafrica. «Ma non eravamo azzurri?» è stata infatti tra i corridoi di Coverciano la reazione di diversi giocatori alla vista del materiale tecnico. «Fermo restando che per quanto riguarda l'abbigliamento sportivo possono esistere gusti diversi a livello estetico - le parole del n.1 della Figc, Abete - a me non è giunta alcuna voce in tal senso e non ho letto critiche particolari». «Il materiale tecnico può piacere o meno - ha proseguito Abete - ma in fondo quello che conta è la maglia. È quella che si indossa in campo, con quella si affrontano le altre nazionali, anche a livello di audience e visibilità. Quella presentata dalla Puma, e utilizzata in occasione dell'amichevole col Camerun, è una bella maglia, nel solco della tradizione azzurra. Anche se è naturale avere gusti diversi, penso che quello delle tute non sia assolutamente un problema» ha quindi concluso Abete. D'altronde, nessuno si ricorda della tuta indossata in panchina dagli azzurri che nel 1970 stesero la Germania nella semifinale mondiale giocata allo stadio Azteca di Città del Messico. Tutti però hanno ben impresso nella memoria le reti di Boninsegna, Burgnich, Riva e Rivera. I fantastici quattro della partita del secolo.
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